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via www.briansolis.com

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Secondo un ricerca effettuata da comScore, il tempo che i ragazzi fra i 18 e i 24 anni hanno dedicato a Facebook lo scorso settembre, è diminuito del 16% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Considerando che - sempre secondo i dati comScore - ad agosto di quest’anno il tempo speso sul noto SN era già sceso del 13%, e che già luglio segnava un -3% di preziosi minuti sulle pagine di FB, i dati sembrano delineare una tendenza, insinuando il sospetto sia in atto un lento, ma crescente “esodo dei ventenni”.
Molti autorevoli osservatori internazionali, primo fra tutti ADweek, hanno iniziato a chiedersi se, e perchè, Facebook stia perdendo appeal proprio presso il target che ne ha determinato il successo.

Facebook come MySpace?
La breve -ma intensa- storia di SN potrebbe già insegnarci qualcosa, fornendoci perlomeno un’ipotesi di scenario: è infatti forte la tentazione di azzardare un parallelismo con quanto accaduto a MySpace, che la battaglia con FB l’ha persa proprio sul terreno della coolness presso quel target post-teen.

Facebook è per “nonni”?
Benchè il problema possa essere considerato simile, le cause al momento ipotizzate, appaiono assai diverse, quasi asimettriche. Se a guastare la festa a MySpace è stata la diffusa percezione che il network fosse adatto perlopiù a ragazzini, a guastare il megaparty di FB sarebbe, secondo Mark Potts di Mindshare (autorevole società di ricerche del gruppo WPP), la crescente presenza dei genitori e di utenti adulti in generale. Ad accrescere la sensazione che FB sia un SN “vecchio” potrebbe contribuire anche la rigidità del layout grafico dei profili, che com’è noto non è personalizzabile.

SN Generalisti Vs Tematici
Tra le cause, occorre inoltre considerare l’impatto che la proliferazione di SN specializzati (last.fm per la musica, Flixster per il cinema, ecc.) ha sul tempo dedicato ai network “generalisti” come Facebook, MySpace, Orkut, ecc. Proprio questo spunto riporterebbe in auge uno degli argomenti che si impone ciclicamente nel dibatitto on-line, ovvero l’integrazione dei vari spazi della rete. In questo contesto FB avrebbe certamente un vantaggio competitivo, se non altro per la mole di applicazioni che allo stato attuale permettono di gestire -almeno in parte- i profili sui SN specializzati senza abbandonare le pagine azzure e bianche.

Una cauta lettura dei dati
Va detto comunque che il limitato periodo di rilevazione dei dati (appena tre mesi), benchè sia sufficente a far suonare qualche campanellino d’allarme, non è abbastanza significativo da giustificare catastrofiche profezie di esodi di massa. Inoltre, la ricerca non tiene conto degli accessi effettuati da dispositivi mobile, che pur rappresentano una modalità di fruizione in forte ascesa. Infine, a mio avviso, occorre considerare la possibilità che la crescente presenza di utenti apparteneti a paesi che ancora soffrono il digital divide, e che quindi per molteplici ragioni spendono meno tempo in rete, possa abbassare la media totale.

4 dic 2009

I ventenni migrano via da Facebook ?

Author: GiuseppeNardone | Filed under: Buzz Marketing

Hanno dato un brief. Hanno chiamato la community di Zooppa e li hanno fatti creare. La sfida era realizzare un video “stile virale” che spiegasse il funzionamento della sim di Poste Mobile. Il video in questione è in pieno stile Tarantiniano , casalingo quanto basta, credibile quanto basta  come dicono anche gli amici di ninja .

27 mag 2009

Poste Mobile un brand molto 2.0

Author: admin | Filed under: Buzz Marketing